Saldatura ad elettrodi: 3 ottimi consigli per non sbagliare

La tecnica della saldatura consente di collegare saldamente due parti metalliche. Si utilizza un arco voltaico per unire due lamine, anche molto sottili. Potrebbe sembrare semplice ma molte volte i lavori no sono precisi, hanno sbavature, ci sono residui, buchi e la saldatura non regge. Per saldare correttamente con gli elettrodi ecco 3 pratici consigli che tutti dovrebbero provare per impratichirsi e diventare sempre più bravi.

  • Mantenere una distanza costante

Per iniziare, conta soprattutto la posizione. È necessario lavorare in modo preciso senza intralci e ingombri, una volta trovata la posizione migliore, bisogna fare attenzione alla distanza. Spesso capita che ci siano dei residui di elettrodi nella saldatura che sono brutti da vedere e abbassano la qualità del lavoro. Per impedire che ciò accada, è sufficiente mantenere una distanza costante tra l’arco voltaico e la lamiera da saldare. Grazie a questo accorgimento, il risultato finale è omogeneo e privo di imperfezioni. Ovviamente, non si riesce al primo tentativo, ma occorre fare esercizio.

  • Avanzare in modo regolare

Il processo di saldatura ad arco può essere svolto con o senza materiale d’apporto. Nel primo caso, il materiale d’apporto va fatto avanzare in maniera regolare, cioè sempre alla stessa velocità, assieme all’arco voltaico. Se la bacchetta del materiale d’apporto viene spinta in maniera irregolare, il risultato lo sarà altrettanto. La saldatura avrà un deposito non uniforme e la sua resistenza potrebbe essere compromessa. Durante la saldatura ci vuole massima precisione, mano ferma, calma e costante altrimenti gli errori si moltiplicano.

  • Evitare gli spazi aperti

Il processo di saldatura ad arco va eseguito in officina o in un ambiente protetto. Non bisogna mai saldare all’aperto poiché l’aria e il vento trasportano ossigeno che causa ossidazione. Si parla di ossidazione per indicare gli effetti dell’esposizione all’aria. La saldatura si ossida molto velocemente negli ambienti esterni, influenzando negativamente l’avanzamento del materiale d’apporto, sempre se ne usa uno. L’intera lavorazione viene rovinata per colpa dell’ossidazione perciò meglio sempre lavorare in un ambiente protetto.