La leggenda del panettone di Natale

Uno dei dolci tipici del periodo natalizio, è senz’altro il panettone, amato dai più grandi ai più piccoli, nel corso degli anni si è arricchito di varianti come cioccolato, creme varie e glasse di ogni tipo.

Le sue origini si perdono nella notte dei tempi e nella storia di Milano, spesso legate a numerose leggende tramandate di padre in figlio che gli conferiscono un fascino di mistero.

Alcuni vogliono che sia opera di un giovane nobile innamorato della figlia di un povero fornaio, i genitori del giovane ostacolavano le nozze, allora lui si finse garzone per aiutare il povero uomo padre della sua amata.

Si inventò un dolce diverso aggiungendo dapprima burro e zucchero ed in un secondo tempo anche pezzetti di canditi, il dolce piacque molto alle persone che corsero in massa ad acquistarlo, rendendo l’attività fiorente, i due si sposarono e vissero felici e contenti.

Altri raccontano che al contrario questa delizia prese vita nelle cucine di un convento di giovani suore, che idearono un semplice ma gustoso pane dolce, arricchito di zucchero, uova, burro e pezzi di cedro per festeggiare il Natale.

La terza leggenda è la più conosciuta e parla del cuoco di corte, incaricato da Ludovico il Moro di preparare un sontuoso pranzo di Natale per i suoi nobili ospiti, nella confusione che regnava in cucina, il poveretto dimenticò il dolce in forno che inevitabilmente si bruciò.

Non sapendo come rimediare ascoltò il suggerimento dello sguattero Toni e decise di utilizzare gli ingredienti rimasti, ovvero: farina, burro,uova, scorza di cedro ed uvetta.

Una volta cotto lo portò in tavola, i commensali furono così entusiasti che vollero sapere il nome di quella delizia, il cuoco candidamente disse: “L’è lo pan del Toni”.